Moncalieri, 12/11/2007

Tifosi?

E ci risiamo. Ieri è successo un fatto, grave, increscioso, drammatico, ma singolo: la morte di un tifoso per mano di un poliziotto. Questo fatto ha scatenato una reazione di massa inqualificabile e vergognosa.

Sul fatto non voglio discutere, perché, qualunque siano state le sue modalità, non può essere in nessun modo preso a giustificazione o inteso come istigazione per quello che è successo dopo; dico soltanto che prima di parlarne bisognerebbe sapere bene cosa è successo.

Già, ma che è successo dopo? Centinaia di delinquenti hanno devastato diverse città, incendiato proprietà private, ma soprattutto hanno attaccato sedi di organi di polizia dello Stato. Come definire questi ultimi atti? Io non esiterei a paragonarli ad atti di terrorismo, poiché essi atti hanno certamente avuto lo scopo di intimidire e mettere in scacco istituzioni armate dello stato.

Come reagire a tali manifestazioni delinquenziali? Non vorrei essere nei panni di chi oggi deve prendere una tale decisione, ma mi sembra siano da scartare decisioni estreme, che potrebbero rapidamente fare precipitare la situazione. Certamente occorre una risposta ferma, realizzata con discrezione e ampiezza, e poi portata a conoscenza dell’opinione pubblica a cose fatte.

Ma più mi interessano le circostanze che hanno portato ad una situazione simile, da paese incivile. Ci sono oggi dei gruppi di persone che ritengono di potere commettere degli atti, che prima ho definito terroristici, senza che lo Stato reagisca in maniera adeguata e tempestiva. Come mai?

Credo che la questione abbia origini lontane e complesse e che ad essa abbiano contribuito specialmente club calcistici e politica( o, come la definii in un altro mio scritto, partitica),

Non credo sia negabile che per molti anni i club calcistici abbiano strizzato un occhio ( mi verrebbe da dire, tutti e due gli occhi!) nei confronti delle loro tifoserie più agguerrite, alla fine, in qualche caso, finendo anche per esserne pesantemente condizionati. Questo corrispondeva ad interessi economici, ed appoggi di ogni tipo, immediati e pesanti, senza alcun riguardo per i possibili sviluppi di una siffatta situazione.

Pietro Immordino

 

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