Moncalieri 9 apr. 2013

Perché non ne parlano?

Ieri sera ho ascoltato con vivo interesse Roberto Saviano che parlava durante la trasmissione "Che tempo che fa" degli enormi problemi creati al mondo intero dalla criminalità legata alla produzione e allo spaccio della cocaina. Aggiungerei che la cocaina non è l'unica droga largamente diffusa; l'eroina è per il sud est asiatico quello che la cocaina è per il sud ed il centro America, ed inoltre le droghe sintetiche, provenienti anche dal nord Europa, hanno invaso il mondo giovanile. Insomma la diffusione delle droghe è un immane problema planetario.

Mentre ascoltavo Saviano, la memoria mi ha riportato ad uno scritto di qualche anno fa "Proibizionismo", nel quale facevo notare come il proibizionismo in nessuna epoca e in nessun luogo ha mai risolto i problemi. Inoltre parlare del proibizionismo è quasi un tabù, intoccabile e indiscutibile: persino Saviano ne ha parlato ieri con qualche circospezione. Per gli altri dettagli rimando a quello scritto.

Qui mi preme notare un'altra cosa: la quasi totale assenza in campagna elettorale del problema droga. Nessun partito ha posto questo problema come elemento prioritario, eppure è questione che tocca milioni di Italiani, come consumatori, come familiari di consumatori, come vittime dei consumatori.

Siamo in un paese in cui l'economia di intere regioni è in mano alla criminalità organizzata, che è diventata uno stato parallelo, che regola il mondo degli affari, amministra giustizia ed è presente in ogni aspetto vitale della società; ma nessuna regione, come è stato provato dalle recenti inchieste giudiziarie, è immune da questo cancro malefico. In questa situazione per anni si sono fatte nuove leggi che, con il pretesto di difendere i cittadini onesti, in realtà hanno complicato l'iter della giustizia e reso più difficile colpire i delinquenti.

Ma torniamo all'argomento principale. Non si parla dell'argomento droga per molti motivi; certamente la diffusione dell'uso delle droghe tocca anche il ceto partitico, e quindi qualche candidato è ovviamente restio a parlarne, ma questo non basta certo a spiegare il muro di silenzio. Ci sono molti altri motivi per tacere sull'argomento.

Certamente anche una certa visione religiosa contribuisce al silenzio sul problema della diffusione delle droghe. Come ho già detto nello scritto prima ricordato "Proibizionismo", il rispetto di regole astratte ed utopiche impedisce di ricercare soluzioni concrete: questo, però, crea un certo imbarazzo, quindi è meglio non parlare dell'argomento.

Ci sono poi, come raccontava Saviano, gli enormi interessi finanziari, economici, politici e sociali che il fenomeno droga comporta; è difficile che un uomo di partito dia delle soluzioni a un problema di tale portata; conviene svicolare e parlare di IMU ed altre cose, importanti, si, ma che andrebbero inquadrate in un contesto generale.

Least but not last vengono gli interessi elettorali: quanti voti perderebbe il partito che affrontasse seriamente il problema?

Probabilmente non sono quelle che ho elencato prima le sole cause per cui si parla poco della diffusione delle droghe; qualcuno mi può fornire delucidazioni in merito?

 

Pietro Immordino

 

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